Book&Kids: Odd e il Gigante di Ghiaccio di Neil Gaiman

Odd e il gigante di ghiaccio - Mondadori

Odd e il Gigante di Ghiaccio copertina MondadoriNegli ultimi tempi, i fan di Neil Gaiman stanno gioendo per la trasposizione televisiva di una delle opere maggiori dello scrittore inglese, American Gods – con protagonista Shadow, un carcerato rilasciato con tre giorni di anticipo a causa dell’improvvisa morte di sua moglie, che durante il viaggio aereo verso casa per il funerale conosce un certo Mr. Wednesday, dio scandinavo che sta attraversando gli Stati Uniti per riunire vecchie divinità camuffate da persone comuni. Il romanzo di American Gods, uscito nel 2001 e vincitore di un bel po’ di premi, non è altro che una delle numerose dichiarazioni d’amore dell’autore di Norse Mythology alla mitologia norrena e ai suoi personaggi; fra queste troviamo anche un piccolo gioiellino, pubblicato in Italia da Mondadori nella collana Oscar Junior e illustrato da Iacopo Bruno: Odd e il Gigante di Ghiaccio.

“C’era un ragazzo chiamato Odd. Un nome bizzarro, adatto a una persona strana o solitaria, ma niente affatto inusuale per quei tempi e quei luoghi. Odd allora significava punta di lama ed era una nome fortunato.”

Subito nell’incipit ci imbattiamo un divertente gioco di parole (che per forza di cose un po’ si perde in traduzione ma non per colpa del buon Giuseppe Iacobaci): tra i possibili significati del termine “odd” infatti c’è quello di “bizzarro”, “strano”; se pensiamo agli altri – e sono veramente molti – titoli di Gaiman dedicati alla narrativa per ragazzi (Coraline, per esempio) ritroviamo spesso, come protagonisti, degli outsider: ragazzi o ragazze che hanno difficoltà a integrarsi nel contesto nativo; spesso timidi o impacciati, pieni di dubbi e senza molti amici. Dei personaggi percepiti dal mondo come “odd”, appunto: come bizzarri.

Odd e il Gigante di Ghiaccio - Iacopo Bruno

In effetti, per un ragazzino zoppo, costretto a muoversi con una stampella di legno affianco, ritagliarsi dello spazio in un villaggio vichingo non è così semplice. Odd vive in un mondo dove la forza e la prestanza fisica sembrano essere tutto; in cui l’integrazione, per una persona con il suo handicap, appare come una fatica improba, quasi quanto mettere in scacco un possente gigante dei ghiacci dello Jǫtunheimr; eppure sarà proprio questa la missione che Thor, Loki e lo stesso Odino, sovrano degli Dei, nelle vesti rispettivamente di un orso, di una volpe e di un’aquila, gli affideranno.

“«Bene» fece. «Auguratemi buona fortuna. La benedizione degli dei conterà pur qualcosa!»”

Uno degli aspetti più stimolanti, almeno dal punto di vista narrativo, della mitologia è che le divinità fallano tanto quanto gli uomini; anzi, spesso lo fanno in maniera ancora più eclatante. Il trio norreno raccontato da Gaiman non fa differenza: Odino e co. si ritrovano trasformati in animali per avere sottovalutato l’intelligenza dei giganti, che stavolta sono riusciti a metterli in trappola; Odd si ritrova allora al centro di una quest mitica da cui dipende niente meno che la sorte dell’intera Asgard.

Odd e il Gigante di Ghiaccio - Iacopo Bruno

In un pugno di pagine, Gaiman mescola tematiche da romanzo di formazione a consolidati archetipi mitologici, secondo dinamiche fiabesche care a Propp : ritroviamo animali parlanti con funzione di comprimario, un richiamo all’avventura piuttosto esplicito – Odd si imbatte nella quest senza volerlo, quasi per sbaglio – e una morale, anche se non esplicitata, che emerge, tra le righe, nelle battute conclusive. Il tutto con una lingua semplice ma non piatta; facilmente comprensibile da ogni lettore ma frizzante al punto giusto per non annoiare i palati più rodati.

Fra le diverse finezze nascoste, per esempio, è divertente notare come con il superamento della soglia terrena e l’entrata nella dimensione divina tutto appare, agli occhi del protagonista, come più grande, gigantesco, “mitico”.

“Le orecchie della volpe adesso gli arrivavano al petto. Le ali dell’aquila, spalancate ai raggi del sole, avevano un’apertura ampia come un drakar. L’orso, che già prima non era piccolo, adesso era grande come la capanna del padre di Odd, imponente in tutta la sua immensa orsità.”

Iacopo Bruno, illustratore con molte opere all’attivo per Mondadori, supporta l’ispirazione gaimaniana con illustrazioni minimali, solcate con pochi tratti netti, che richiamano alla mente le incisioni runiche e favoriscono la discesa del lettore in un mondo leggendario, affine alla ballate nordiche popolate da giganti e specchi d’acqua incantati. Un’operazione mai invasiva e che compone con la narrazione un’armonia coesa.

Odd e il Gigante di Ghiaccio partecipa allora della stessa capacità che hanno i miti: quella di essere senza tempo; adatto tanto a essere letto la sera ai bambini prima di andare a letto, quanto a essere conservato sulla mensola e riaperto in un momento libero durante la giornata, magari proprio nello spazio tra un episodio di American Gods e l’altro.

Iago Menichetti

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