Book&Trip – La fine dell’eternità di Isaac Asimov

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“In un futuro ancora molto lontano l’uomo ha imparato a viaggiare nel tempo, spostandosi con disinvoltura da un secolo all’altro e organizzando traffici commerciali tra diverse ere.”

 l fine dell'eternità

Mi chiamo Andrew Harlan. A quindici anni entrai nell’Eternità e studiai come Cadetto, mi diplomai e venni introdotto nel terzo periodo come Osservatore. Raggiunsi anche l’obiettivo di diventare Specialista, e quindi un vero e proprio Eterno. Il mio compito era quello di tornare nel Tempo, nelle condizioni più rischiose, e riportarne i fatti. Dovevo fare tutto ciò in modo totalmente impersonale, freddo e distaccato. Dovevo dimenticarmi delle mie tendenze e delle mie opinioni.

Questo lavoro era pane per i miei denti, essendo io un appassionato di storia primitiva, materia che ho sempre studiato e approfondito. I rapporti che erigevo dopo i miei viaggi nel Tempo ne erano la prova, e attirarono l’attenzione del Consiglio di Tutti i Tempi. Il Calcolatore Twissell mi convocò e mi fece la proposta che cambiò la mia esistenza: diventai il suo Tecnico personale.

Feci un’esperienza di due anni fisiologici nel 575°, per poi tornare nel 482° e mi ritrovai in un ambiente leggermente diverso da quello che avevo lasciato. Uno dei cambiamenti introdotti era una donna: Noys Lambent. La sua presenza mi infastidiva, mi irritava. Nei mie soggiorni nell’Eternità ne avevo viste poche di donne, e nessuna come quella. Le ho sempre considerate come oggetti, dei semplici fatti da osservare per poi compilare i miei rapporti.

Dovetti usare casa sua come base per studiare la vita sociale della sua cerchia. La donna non ci mise tanto a capire che ero un Eterno e che potevo entrare in tutti i Tempi. Era il suo sogno, il suo obiettivo che non poteva raggiungere in quanto donna. Non le potevo spiegare le complesse ragioni per le quali lei non poteva essere come me. Me ne innamorai, per la prima volta provai un sentimento così forte e questo ebbe delle forti ripercussioni sulla mia persona e sul mio lavoro.

Dovetti tornare nel mio Tempo e fare rapporto. Finge lo lesse e subito si rese conto che avevo omesso qualcosa.

Decisi che Noys Lambent sarebbe stata mia per sempre.

Finge decise di sbattermi in faccia la realtà: quasi tutte le donne delle classi elevate credevano che avere rapporti intimi con un Eterno, avrebbe reso Eterne anche loro. Il Consiglio di Tutti i Tempi aveva bisogno di una prova concreta di questa teoria e io e la Lambent eravamo stati scelti come cavie. Grazie a questa prova il Consiglio di Tutti i Tempi avrebbe effettuato un Mutamento di realtà.

Nonostante questo io ero convinto di voler mantenere vivo quel sentimento che era nato in me, e che, ne ero certo, era nato anche in Noys Lambent. Dovevo trovare il modo di passare del tempo con lei, prima che il Mutamento fosse messo in atto.

La dovevo far innamorare di me, dimenticandomi del crimine contro l’intera Umanità che stavo per scatenare.

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